Influencer e libri? Political Map

Recensione di Maria Laura Riccardi

Non è un mistero che la crisi editoriale di questi anni abbia portato le grandi case editrici a cercare di puntare su pubblicazioni che possano innalzare le vendite. Proprio per questa ragione, le librerie pullulano di biografie ed autobiografie di personaggi famosi e, negli ultimi anni, gli editori hanno coinvolto in questo mercato gli influencer di Instagram: persone con migliaia (o milioni) di seguaci a cui fare pubblicità gratuita. Oltre ad una questione di marketing, si può parlare anche di qualità del prodotto? Ho letto Political Map (Mondadori) di Marco Cartasegna.

Parto con una premessa: in libreria ne ho viste davvero tante.

Dal libro di Giulia de Lellis a quello di Taylor Mega, è ormai diventato un business coinvolgere gli influencer nel mercato editoriale, in modo che loro possano, appunto, “influenzare” più persone possibili a comprare i loro prodotti.

Si tratta di pubblicità gratuita che ha la potenzialità di raggiungere tantissima gente. Un doppio guadagno per chi investe nel mercato dei libri.

Spesso mi sono chiesta se, oltre ad una logica del profitto (dovranno sopravvivere anche le case editrici e tutte le persone che ci lavorano), dietro ci fosse anche un discorso legato alla qualità. Preciso che, in questo caso, è impossibile scindere l’autore/autrice dal prodotto: la popolarità degli influencer è legata proprio alla loro immagine, quindi il giudizio sul prodotto non può non essere connesso anche al loro stesso brand.

Per mia opinione personale credo che, purtroppo, il più delle volte non ci sia una vocazione da “scrittore” da parte di questi personaggi noti, che lavorano principalmente esibendo la propria fisicità o riciclandosi in reality show, ammettendo ironicamente di non avere particolari capacità intellettuali. Ci sono ghost writer ed editor che mettono in piedi una storia interessante legata al personaggio, che poi la rende propria.

Non vuole esserci un giudizio sulla professione degli influencer, anzi. In questo caso il mio discorso è legato ad una qualità esclusivamente letteraria.

Ho quindi rotto il mio “pregiudizio” e ho acquistato Political Map, di Marco Cartasegna, pubblicato per Mondadori qualche settimana fa.

Immagine Instagram di @marcocartasegna
  • Chi è Marco: un (bel) ragazzone di 31 anni che ha sfruttato la sua popolarità per fare qualcosa di utile e, oserei dire, intelligente.

Nato come modello, cavalca l’onda partecipando ad un famosissimo dating show di Canale 5 e vantando diversi flirt con showgirl e figlie d’arte.

Ho inizato a seguirlo un paio di anni fa, casualmente, poiché abbiamo una passione in comune, quella per i cani. Da lì ho scoperto Torcha, il portale di informazione su Instagram da lui fondato.

Non sono sempre d’accordo con il suo pensiero, a volte “estremo” a mio dire, ma apprezzo il fatto che abbia cercato di reinventarsi ed evolversi in qualcosa di utile per la società e per il pubblico che lo segue.

I veri influencer sono quelli che dovrebbero influenzare in modo positivo i più giovani, spingendoli a riflettere sulla realtà circostante e non ad aggrapparsi ad illusioni e denaro, e credo che Marco in questo sia riuscito.

  • Perché ho comprato il suo libro: seguo le iniziative culturali di Marco con interesse e Political Map ha confermato il mio gradimento. Edito da Mondadori, è un piccolo manuale che si propone come un prontuario su argomenti politici e di attualità.

I capitoli si dividono in: Debito Pubblico, Europa, Ambiente, Immigrazione, Essere cittadini italiani e Donne.

La presentazione di ogni argomento mira ad esporre in modo essenziale le tematiche per poi affrontare un excursus storico e, alla fine, rappresentare le prospettive future dal punto di vista dell’autore.

La particolarità è che, essendo rivolto alle giovani generazioni, il libro ha lo scopo di informare, dando un’infarinatura generale su tematiche molto importanti, che ci riguardano e che ogni singolo dovrebbe conoscere. Il linguaggio è semplice e chiaro e spesso è corredato da esempi, come chiacchierate tra amici (che ho adorato).

Mi è piaciuto che, in questo caso, il lavoro dell’autore non sia stato finalizzato solo ad un discorso di marketing, ma allo scopo di divulgare qualcosa, di far interessare i più giovani alla lettura e alla padronanza di tematiche politiche e culturali.

Ho apprezzato molto la ricostruzione storica, conoscenza necessaria per parlare di attualità, e il taglio personale che Marco ha dato riferendosi alle prospettive future. I capitoli che ho preferito sono quelli sull’Europa, sull’Immigrazione e sull’Ambiente. Credo che abbia davvero centrato il fulcro di determinate problematiche in modo inclusivo e che abbia lasciato spunti di riflessione importanti.

Anche quello sul Debito Pubblico (per chi, come me, ha studiato materie umanistiche) si è rivelato uno strumento interessante per comprendere meglio la realtà e, invece, ho trovato un po’ superficiale il discorso sulla parità di genere, ma forse perché io stessa ho idee e conoscenze approfondite al riguardo.

In generale, la lettura è rivolta ad un pubblico tra i 20 e i 35 anni, e credo sia meglio che un* ragazz* spenda 16 euro per comprare un libro, per informarsi sulla situazione in cui vive, che non in sigarette o nell’ennesima t-shirt.

VALUTAZIONE:

Classificazione: 4 su 5.

Venerdì 21 ci sarà un evento firmacopie a Milano, al quale mi sarebbe piaciuto partecipare. Per chi fosse interessato: dalle 10,30 alle 12,30 in via Tortona, presso lo spazio PHYD.