Se avete un limone, fateci una limonata

di Maria Laura Riccardi

Si può trarre profitto dalle perdite? Si può trasformare un meno in più? Quando la vita ci offre poca fortuna, possiamo comunque trarne qualcosa di positivo, da usare a nostro vantaggio, e farne una limonata?


Ce lo insegna Dale Carnegie.


L’anno scorso, una cara amica psicologa mi suggerì di leggere un libro che lei stessa teneva sempre sulla scrivania. Si intitolava Come trattare gli altri e farseli amici, un best seller scritto nella prima metà del Novecento che, ancora oggi, rimane uno dei libri sullo sviluppo personale più venduti (vi basta dare un’occhiata su Amazon per capire che è ai primi posti nelle categorie di riferimento).

Passai, quindi, la mia prima quarantena a studiare questo piccolo manuale, ricco di segreti, e mi colpì molto in modo positivo. Capii perché a volte non mi sentivo compresa dalle persone che amavo e come io stessa avessi ancora tanto da migliorare sotto determinati aspetti. Mi colpì anche la storia dell’autore, Dale Carnegie (1888-1955) nato in una famiglia di umili origini e diventato un pioniere nello studio e nella letteratura sulla crescita personale. La Dale Carnegie Training, da lui fondata nel 1912, include ancora oggi tra i suoi clienti 400 delle 500 delle maggiori aziende americane.

Il libro di cui voglio parlarvi, del medesimo autore, si intitola Come vincere lo stress e cominciare a vivere, ed anch’esso si propone come un manuale di riflessione ed autoapprendimento.


Immagine di copertina tratta da Amazon

Nell’ultimo periodo mi sentivo molto più stressata del solito: svegliarsi la mattina sapendo di dover fare mille cose, andare a dormire con la sensazione di non aver goduto a pieno i momenti belli della giornata a causa della stanchezza, della fretta, non avere mai tempo per se stessi e per staccare un po’ da tutto… sono sensazioni abbastanza comuni in tutte le persone che studiano e/o lavorano a tempo pieno. Subentrano, poi, altre necessità come gli svaghi, le relazioni, la casa e la famiglia, e a volte ci si sente davvero demotivati a portare avanti tutto questo, con l’acqua alla gola.

Essendo un circolo vizioso, è difficile capire come uscirne da sol*.

Io adoro i libri sulla psicologia e sulla crescita personale (tra i miei preferiti anche quelli di Omar Falworth e Victor Frankl) e devo dire che questo offre moltissimi spunti di riflessione.

Si pone, infatti, come un concentrato di idee e consigli utili che noi già sappiamo ma che difficilmente mettiamo in pratica nella vita quotidiana.

La nostra mente è la forza motrice della nostra vita ed è capace di controllare e trasformare radicalmente le nostre esistenze. Solo con un costante lavoro su noi stess*, rompendo la nostra rigidità mentale e instaurando pensieri positivi, riusciremo a vedere le cose da un’altra prospettiva, da un migliore punto di vista. E, spesso, abbiamo bisogno di qualcuno che ce lo ricordi, che ce lo scriva a chiare lettere.

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La narrazione si divide in otto parti, suddivise poi in paragrafi, che spaziano da tema a tema: da “Come vincere l’ansia prima che ci distrugga” a “Come eliminare il cinquanta per cento dell’ansia sul lavoro”, fino ad arrivare a “Come ho vinto lo stress” e a “Come allungare di un’ora la giornata”.

La metodologia di Dale Carnergie è semplice ed efficace: propone la chiave per analizzare i problemi e la soluzione relativa, accompagnata da esempi reali di persone che li hanno sperimentati.

Leggendo questo libro (scritto quasi cento anni fa) non si può fare a meno di notare quanto l’ansia, lo stress e le preoccupazioni siano veramente i mali della nostra società, quelli che ci impediscono di vivere la vita che vorremmo, che ci impediscono di essere la persona che vorremmo realmente essere e che ci massacrano anche la salute.

La cosa stupefacente è rendersi conto di quanto i nostri insiti, poiché irrazionali e radicati, pensieri e atteggiamenti negativi si ripercuotano anche sul nostro corpo, provocandoci spesso mali fisici di oscura origine e ci condannino ad avere una vita più breve e meno serena.

Le storie vere narrate, sottoscritte con nome e cognome da illustri personaggi americani (ormai deceduti), non fanno altro che sfilarci davanti, in una carrellata di varie situazioni che la vita ci pone, raccontandoci come alcuni di loro siano davvero riusciti a trasformare un meno in più, a fare del loro limone una limonata.

A tal proposito, mi è rimasta impressa la storia di un tale contadino che acquistò una fattoria. Contrariamente a quello che credeva, si ritrovò con un terreno arido e pieno di rovi e serpenti a sonagli. Cosa fare? Abbattersi perché i suoi risparmi, le sue speranze e la sua fonte di sostentamento erano sfumati nel nulla? Iniziò a vendere carne di serpente, la sua pelle, il suo veleno e trasformò il suo svantaggio, la sua perdita, in un profitto.

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Le sezioni più significative hanno dei titoli originali ed esilaranti. Le mie preferite:

  • Vivere in compartimenti stagni di ventiquattr’ore: affrontare una giornata alla volta, senza insensate e catastrofiche ansie e previsioni del futuro (che di solito non si realizzano quasi mai, se non nella nostra testa), impedendoci di vivere bene il presente. I problemi del presente, che siano risolvibili o meno, non necessitano comunque della nostra estrema preoccupazione.
  • Come analizzare l’ansia e risolvere i relativi problemi: 1) stabilire i fatti- 2) analizzare i fatti- 3)giungere a una decisione, e poi operare di conseguenza. Cose ovvie? Sì, e anche noi dobbiamo applicarle se vogliamo risolvere i problemi che ci assillano e che rendono la nostra vita un inferno. Quante probabilità ci sono che il fatto temuto si verifichi realmente?
  • Non lasciatevi abbattere dalle termiti della vita: spesso affrontiamo le disgrazie più grandi con coraggio e poi lasciamo che le inezie ci abbattano.
  • Assecondare l’inevitabile: fin quando c’è probabilità di spuntarla, combattiamo. Ma quando non può essere così, dobbiamo smettere di agitarci per cose che sono oltre il nostro potere di intervento. Ognuno di noi vive molte circostanze spiacevoli, ma bisogna scegliere: avere un tracollo nervoso oppure cambiare noi stessi ed adattarci, spendendo le nostre energie per crearci una nuova vita. Non può essere diversamente.
  • Non cercate di segare la segatura: nessuno al mondo può tornare sui propri passi. Lasciate che il passato seppellisca i suoi morti.
  • Rinuncereste a quello che avete per un milione di dollari? Le gambe, le mani, l’udito, i figli, la famiglia hanno un prezzo? Eppure passiamo più tempo a lamentarci per il dieci per cento delle cose che ci vanno male, senza essere grati per quel novanta che va a gonfie vele.
  • Come mio padre e mia madre ebbero la meglio sull’ansia: la cura migliore contro l’ansia è la fede.

Sarebbero davvero tante altre le frasi significative da evidenziare, il libro infatti parla di problemi economici, di insonnia, di fede e religione, di come resistere alle critiche e all’ingratitudine e di come non oscurare la propria autenticità per far piacere agli altri.

Il mondo ha bisogno di ognuno di noi e noi abbiamo bisogno di avere un’esistenza quanto più serena possibile, nonostante le avversità.

Mettete entusiasmo in quello che fate, non c’è niente di peggio della noia per aumentare il malumore.

L’uomo non è fatto per comprendere la vita, ma per viverla.

Un libro da tenere sulla scrivania, sfogliare e sottolineare ogni giorno, indispensabile per il proprio miglioramento personale.


Disponibile su Amazon e in tutte le librerie.

VALUTAZIONE:

Classificazione: 4.5 su 5.

Immagine di copertina di M. Raffaella Matranga.