SE MOMENTANEAMENTE NON PUOI USCIRE DAL TUNNEL, ARREDALO. MASSIME POETICHE A SERVIZIO DELLA VITA

di Gloria Sahbani

Nella contemplazione di ciò che molti di noi, o almeno alcuni, chiamano Poesia con la P maiuscola, è annoverata anche un’inspiegabile e quasi mistica modalità di vita che solo pochi eletti riescono a mettere in pratica e che tutti gli altri leggono nei libri  o sognano nelle notti di mezza estate.


Vivere la vita come una poesia o assaporare le dosi di ossigeno giornaliere a piccoli sorsi, un po’ come se ci si dissetasse di versi, non è proprio la stessa cosa. Ogni concezione di esistenza è così personale e soggettiva da allontanare a spada tratta ogni possibile giudizio. Nessuno può penetrare la psicologia di una persona e dunque nessuno, a dispetto delle opinioni di certi adepti di nicchia, può comprendere davvero se un modo di vivere sia “abbastanza” poetico.
Così, una citazione come “SE NON PUOI USCIRE DAL TUNNEL, ARREDALO”, potrebbe essere interpretata in molteplici modi, dal più positivo e ottimista al più ambiguo e negativo in assoluto.

Ricordavo queste parole come un aforisma sconosciuto ed effettivamente per caso erano capitate davanti al mio sguardo. Gentile lettore o lettrice, ebbene nulla capita per caso. Anche il più sconosciuto degli aforismi, nella sua insignificante comparsa, può capovolgere intere esistenze (o almeno frammenti considerevoli di esistenza).

Documentandomi, sono venuta a conoscenza delle “madri” o delle omaggiatrici di questa frase: Geppi Gucciari (forse nei suoi sketch comici) e Chiara Gamberale (nel suo libro “L’amore quando c’era”).
Forse non sono le detentrici ufficiali di questa composizione di parole, ma si sa, le parole sono talmente alla portata di tutti da poter viaggiare alla velocità della luce per mille bocche e cambiare significato cento volte.
E, altra cosa conosciuta, il tramandamento orale è il canale di comunicazione più antico e più complesso mai esistito, perché ci arricchisce con le informazioni sul passato ma al contempo è soggetto ad interpretazioni, che non sempre danno la certezza su quale sia la versione originale di ciò che viene trasmesso.

Ebbene, sempre durante la documentazione, ho potuto constatare che questo aforisma è interpretato in varie maniere, spesso non proprio positive.
Nella maggior parte delle interpretazioni, potrebbe voler indicare l’inettitudine di chi si crogiola nella sua vita problematica e che, al posto di provare a risolvere i problemi, si adagia su di essi e accende appena una debole luce fioca nel suo tunnel.

Io sono qui per sabotare, in maniera delicata e rispettosa, tutte le riflessioni di pessimismo cosmico sulle parole riportate nel titolo. Se MOMENTANEAMENTE non puoi uscire dal tunnel, arredalo. C’è della poesia, e tanta. Perché? Beh, prima di rispondere alla fatidica domanda di indagazione, vorrei argomentare l’aggiunta dell’avverbio MOMENTANEAMENTE.
Nonostante questo articolo sia votato anima e cuore ad esaltare l’acme di positività di questa citazione, ritengo comunque significativo e necessario per non lasciare spazio alle interpretazioni, aggiungere questo termine.

Nel momento in cui questa frase è entrata a far parte della mia vita, così come spero e mi auguro diventi parte della tua, ho compreso la necessità di considerare ogni momento per l’apporto che dà a quel capitolo di vita. 

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I momenti, appunto perché sono istanti, attimi, frazioni di tempo, passano. Qui è racchiuso il segreto per comprendere questo aforisma motivazionale: l’esistenza, costruita a fasi, talvolta sorprende in negativo. Nessuno di noi è esule dai dispiaceri della malattia, come anche della morte (ma non mi piace citarla così come parlarne, e per questo la eviterò spesso), delle separazioni e delle delusioni, dei tradimenti, delle sconfitte. Ma nessuno poi è esule dai piaceri: la giostra delle emozioni come la gioia e la felicità, il sentimento d’amore, le vittorie, le sorprese, i nuovi incontri e le persone rincontrate. 

Per tale motivo, la vita è un susseguirsi di onde, e quando una di quelle violente (e poco adatte ad essere cavalcate con una tavola da surf) si sbatte e si frantuma contro il nostro corpo e la nostra mente,  è necessario considerarla come un’onda DI PASSAGGIO.

Foto di Pok Rie da Pexels

Da qui, la necessità di abbellire il proprio tunnel: se una condizione non è risolvibile nell’immediatezza, anziché crucciarsi e disperarsi per un tunnel vuoto e nero come la pece, si può ricorrere alle lampadine della speranza, ai quadri con colori caldi e alle poltrone da tè per conversare insieme a qualcuno.


Questa metafora di un periodo di vita come il tunnel, è estremamente suggestiva, poiché ci permette di capire che prendere il meglio di ciò che si ha e fare della propria vita qualcosa di straordinario con il nulla, non è così inutile e così impossibile. 

Per fare un esempio pratico: se la situazione di pandemia da Covid impedisce le uscite, nell’attesa di ritornare alla vita, truccarsi e vestirsi per se stesse, coltivare i propri interessi e trovarne di nuovi, coltivare le relazioni familiari, possono essere ottimi modi per abbellire questo tunnel momentaneo. Ovviamente, non per tutti sarà possibile e non tutti avranno le possibilità di farlo.

Ma, per chi è così fortunato da percorrere un tunnel la cui luce si intravede in lontananza, ci sono infinite possibilità di mettere in atto questa frase, e ognuna andrà sicuramente bene. 

Foto di Thomas B. da Pixabay

Io, nell’attesa di rivedere il mare, l’ho fissato sullo schermo del computer, ho acceso una rilassante musica che intreccia note di pianoforte al rumore delle onde che si contorcono, distendono e si allungano. Con questa armonia rilassante, immagino il momento in cui potrò di nuovo godere della bellezza di una spiaggia reale.


È solo un espediente per sognare, ma mi permette di tenere vivo il mio amore per il mare e per il suo fascino. Al rumore delle onde è intrecciata una melodia le cui note sono create ora con i tasti bianchi del pianoforte, ora con i tasti neri. E come scrisse qualcuno:

La vita è come un pianoforte. I tasti bianchi sono i giorni felici, i tasti neri sono i giorni tristi. Ricordati solo che servono entrambi per fare della bella musica.

Immagine di copertina di Jérémie Perron da Pixabay.