Lettera al mio cane

Caro amore mio,

ti scrivo questa lettera con un forte dolore nel cuore. Te ne sei andato. Fa male ammetterlo, perché dentro di me ho sempre sperato che questo giorno arrivasse il più tardi possibile. L’ultimo periodo mi sembra soltanto un brutto sogno nel quale sono intrappolata, in cui non so cosa fare e come agire.

Stamattina ho ripensato ai nostri risvegli insieme: ogni mattina sentivo il tuo scalpiccio nel corridoio, quando mi alzavo ti trovavo steso sul divano, mentre agitavi la coda con occhi languidi. Allora ti davo un bacio sul pancino, ringraziavo il cielo per un’altra giornata insieme, e facevamo colazione. Tu raccoglievi le briciole che lasciavo cadere a terra. Adesso, invece, più nessuno lo fa, e rimangono lì. Poi ti prendevo in braccio, sulla tua sedia preferita, e ti costringevo a lavare i denti. Avevi sempre lo sguardo infastidito, ma il più delle volte riuscivo a compiere la mia missione senza farmi azzannare (o quasi).

Era bello tenerti tra le mie braccia, stringere il tuo corpicino morbido e profumato. Spesso uscivamo insieme, anche se ultimamente ti eri impigrito, ma zampettavi sempre tutto contento, con quel tuo modo imponente di oscillare la coda, pronto a captare tutti gli odori possibili nascosti nel terreno.

Nel giro di tre giorni te ne sei andato.

Non so some. Ho fatto di tutto per tenerti con me ancora a lungo, ho fatto del mio meglio per farti invecchiare serenamente ed in salute. Anzi, abbiamo. Perché tutti noi, in famiglia, ti abbiamo amato IMMENSAMENTE.

Sei stato un dono del cielo. Uno di quelli che ti cambiano la vita.

Per me, sei stato la vita stessa, l’essenza delle mie giornate. Eri speciale, unico: un alieno mandato dal cielo per renderci felici, disse una volta mio fratello, tanti anni fa. Anche a lui manchi tantissimo, non accetta che te ne sei andato via così silenziosamente.

Quando hai iniziato ad avere gli acciacchi per l’età, ti abbiamo comprato il cibo migliore, fatto l’aerosol, portato dagli specialisti e curato, ogni volta che era necessario. E tu stavi bene, eri diventato grande senza troppi problemi, riuscivi sempre a riprenderti. Fino agli ultimi giorni, sei stato vispo a casa con noi.

Ricordo l’ultimo sabato sera, eri sul divano mentre io passavo l’aspirapolvere, ti ho guardato negli occhi e mi sono sentita felice.

Quegli occhi. Gli stessi che mi hanno conquistata dal primo istante in cui ti ho visto. Non ho avuto il minimo dubbio, eri tu il mio cucciolo. E ho fatto di tutto per portarti con me, con l’aiuto di nonna. Poi nonna ci ha lasciati e sei rimasto tu con noi, pronto ad accompagnarci in questa lunga tappa della vita.

Avevo quasi 13 anni e ora ne devo compiere 27. Sei stato con me più della metà della mia vita. Non ho ricordi senza di te.

Non c’è stato un solo istante in cui io non ti abbia amato. Anche quando ero lontana, ti pensavo e mi mancavi.

Ecco, ora voglio immaginare che tu sia in un bel posto, anche se lontano da me.

La casa è vuota senza la tua presenza, rimangono solo i ricordi del tuo passaggio. E rimane il vuoto. Il vuoto di chi ti ha amato come un figlio, come hanno fatto anche mamma e papà.

Fino all’ultimo abbiamo sperato che ti riprendessi, ma tu sapevi che era giunto il momento, che Dio ti stava chiamando a sé. Perciò te ne sei andato così in fretta, per non far sì che la sofferenza fisica oscurasse la bellissima vita che hai avuto e che ci hai regalato.

Eri il piccolo di casa, le nostre attenzioni erano tutte per te. Chi non ama gli animali non può lontanamente immaginare quanta gioia e quanto amore possa dare un piccolo essere, seppure non dotato di parola. Loro vivono per il nostro amore e danno loro stessi per noi, senza pretendere niente. Mi bastava guardarti per sentirmi in pace.

Fino all’ultimo ti ho tenuto con me, sei stato tra le mie braccia.

In questi giorni ho letto tante storie di chi ha perso il proprio cane o gatto e ha provato lo stesso dolore. Farlo mi ha aiutato a capire che non sono sola e che questo lutto, a volte sottovalutato e ridicolizzato da chi non lo capisce, è molto personale.

Perdere te è stato perdere una persona cara, un membro importantissimo della famiglia, una parte di me e delle nostre vite.

Mi piace credere che ci siamo dati tutto, e spero tu questo lo abbia sentito fino alla fine.

Abbiamo cercato di fare le scelte migliori per te, per farti stare meglio. Tu dipendevi da noi, ma io dipendevo da te. Ero più io ad aver bisogno di te, più di quanto volessi ammettere. Sei stato un rifugio da tutte le cose che andavano male, sei stato la cura ad ogni dispiacere.

È come se questo non fosse realmente accaduto.

Hai combattuto fino alla fine, come sempre nella tua vita, e di questo sono fiera. Eri bello come un angelo mentre dormivi. Ora sei un angelo.

Sei stato il cane migliore che potessi desiderare. Per me sei stato tutto: un figlio, un fratello, un genitore, un nonno, un amico. Sei stato tutto ciò che di puro e spontaneo potessi desiderare. So che hai vissuto la tua vita fino all’ultimo respiro, ma vorrei portarti indietro e tenerti con me per sempre. Non so che farò senza di te, nulla ha lo stesso senso di prima. Dovrò inventarmi una nuova quotidianità accettando la tua assenza terrena.

Sto faticando a dare voce a queste parole perché sto male. So che mi riprenderò, ma adesso sto male ed è necessario ammetterlo.

Otto giorni fa c’è stato il nostro ultimo incontro. Sapevo che sarebbe stato l’ultimo, la situazione era precipitata. Da un lato lo temevo, dall’altro sapevo di non poter fare niente per evitarlo. In quel momento, vedendoti così, ho desiderato solo che smettessi di soffrire. Vederti stare male e non poter fare nulla per aiutarti è stato un dolore più grande dell’idea di perderti.

Non ci accorgiamo di quanto il tempo che abbiamo a disposizione con le persone che amiamo sia limitato. Crediamo sempre che non succederà a noi. E invece, prima o poi, accade.

La morte è un processo naturale per gli animali, ma non per gli uomini. Noi non siamo pronti al distacco, ad ammettere che è difficile curare la ferita che ci rimane addosso.

Non concepiamo come chi amiamo possa sparire così, da un giorno all’altro. Sparisce anche il corpo, che abbiamo conservato gelosamente e curato in ogni momento.

Ho un brivido lungo la schiena. Non voglio affrontare tutto questo, ma so che devo andare avanti, per te e per tutte le persone che mi stanno vicino.

L’ultima volta che ti ho visto, eri in una cuccetta con l’ossigeno. Muovevi solo gli occhietti che, pur essendo sofferenti, conservavano intatta la loro scintilla, la loro luce vitale. Tenevi la linguetta tra i denti, com’eri solito fare anche a casa mentre dormivi sui tuoi cuscini e le tue copertine.

Quel giorno ti ho ringraziato l’ultima volta. Ogni giorno speravo che tu capissi l’importanza che avevi per me.

Ti ho sussurrato che, se era arrivato il tuo momento, dovevi volare in cielo. Poi ti ho dato gli ultimi baci sulla testolina che mi piaceva tanto. Ti ho detto addio, consapevole che non avrei potuto fare altro.

Ma è solo un arrivederci.

La disperazione non può bloccare gli eventi. Non potevo impedire tutto questo. Nessuno di noi può farlo. Adesso devo fermarmi.

Vorrei solo che tu sapessi, come avevo scritto nelle mie poesie, che la tua presenza ha dato senso a questi anni e che ho avuto la grande gioia del tuo amore per nobilitare la mia presenza su questa terra.

Ti amerò per sempre.

Sei nella mia anima.

Al mio cane Tartufo,

che mi ha insegnato che la bellezza della vita si trova nell’amore.

2006-2021

Maria Laura

2 Replies to “Lettera al mio cane”

  1. Hai scritto delle parole bellissime al tuo Tartufo. E’ stato un cane fortunato, molto amato. Non lo dimenticherai mai e lo sentirai sempre vicino a te. Come è accaduto a me col mio Vasco. Sono quasi sei anni che è volato via ma non c’è un istante del giorno che non lo ricordi e senta con me. Ti sono vicina e se me lo permetti ti mando un abbraccio pieno di amore per i nostri pelosetti che da qualche parte ci stanno guardando ❤ ❤

    1. Grazie di cuore per le belle parole 💘 mi dà molto sostegno conoscere la tua esperienza. Un abbraccio grande a te e al ricordo di Vasco…❤

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