CORRIDOI VUOTI MA COLMI DI RICORDI. LA SCUOLA TRA NOSTALGIA E SODDISFAZIONE

di Gloria Sahbani

Talvolta, nei corridoi deserti di una scuola durante i mesi estivi, si potrebbe incontrare un’insegnante che cammina lentamente e che volge lo sguardo verso ogni classe aperta e vuota. L’insegnante si ferma a scrutare i banchi immobili e nudi. La lavagna non ha numeri né lettere incise, non ci sono gessi sparsi, né felpe dimenticate negli attaccapanni della parete di fondo.
L’insegnante è silenziosa, non emette suoni ma sorride con una curva delle labbra tra il soddisfatto e il nostalgico. Si guarda intorno come se fosse lì per la prima volta. Forse è realmente la sua prima volta, forse ogni anno scolastico porta con sé talmente tante novità da sembrare il primo in assoluto fatto dall’insegnante.

Fissando il corridoio lungo e decorato con lavori e progetti, l’insegnante cerca di ricordare i momenti più significativi dell’anno. Tutto tace. Improvvisamente, una ragazzetta con la corsa aerodinamica e il volto divertito si lancia verso di lei e si aspetta che lei riponga sul mobile tutti gli oggetti che ha in mano alla velocità della luce per spalancare le braccia e prenderla. Alla ragazzetta non importa null’altro che essere abbracciata e avvicinata al cuore e poi essere presa per mano mentre torna nella sua classe. Non importa quanti anni lei abbia: potrebbe averne quindici anagraficamente ed possedere comunque lo spirito di una piccola bambina spensierata.

L’insegnante sorride ricordando questo episodio e si volta. Osserva l’altra sezione della scuola, e proprio lì vicino alla porta del bagno, si configura un altro ricordo. Un bambino magico trotterella soddisfatto e mostra le mani lavate. Si accosta alla bidella e si assicura che tutto il personale scolastico sia al suo posto, compreso il gatto di un’insegnante che stava arrivando in quel momento. Sapere dove dorme il suo gatto è fondamentale per ritenersi soddisfatto e continuare la passeggiata saltellante verso i suoi compagni, che sono per lui la scuola e la vita. Per qualche piccolo/a alunno/alunna, tutto ruota attorno ai coetanei, a significare che l’amicizia rimane sempre uno dei valori essenziali per la crescita. A dispetto di ciò che si potrebbe pensare, l’amicizia non passa mai di moda, soprattutto quella Vera.

L’insegnante sospira piacevolmente nel rimembrare gli episodi positivi vissuti. Intorno a lei, prendono vita i gruppi di studenti che al suono della campanella si fiondano verso le scale di uscita, i suoi colleghi che dondolano borse e libri e che, come capitani di vascello, guidano le classi verso la grande porta d’ingresso spalancata sul mondo esterno.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay 

Dopo che queste immagini sfuocate si dissolvono nella canicola mattutina, l’insegnante chiude gli occhi. L’odore delle merende estratte dagli zaini, dei profumi, del caffè che straborda dalla caffettiera o di quello meno piacevole che straripa dalla macchinetta, l’aroma lieve di fiori che arriva dalla finestra aperta e infine l’odore di spensieratezza incarnato dai sorrisi dei ragazzi e delle ragazze che si agitano sulle sedie di legno.

Ognuno di quegli aromi, lo striscio di pennarello sul muro, la risonanza di un brano musicale ascoltato, la liscia lucidità della cattedra che sfiora il palmo delle mani fisse, concorrono a creare souvenir della memoria che saranno per sempre parte dell’album dei ricordi dell’anima. L’unico album da noi posseduto che non si può perdere né dimenticare.

La parte più consistente dell’album dei ricordi dell’anima sono però le persone incontrate. Noi siamo anche le persone che incontriamo e nulla di più assurdo e casuale, nella vita, può portarci a diventare migliori e ad imparare tanto che la conoscenza di tanti altri individui diversi da noi. Qualcuno di quelli non emergerà nel nostro percorso e lo perderemo nella molteplicità di esperienze, alcuni li stringeremo a noi scoprendo la bellezza della loro personalità solo dopo la scuola, altri ancora li apprezzeremo da subito e faremo in modo che i loro insegnamenti e le loro particolarità ci accompagnino per molti altri anni ancora.

Di tutto ciò che l’insegnante ha imparato nel corso di un anno scolastico, il più importante insegnamento è quello di saper apprezzare la bellezza di trasmettere la sapienza e di insegnare a vivere. Di Plutarco ci sono pervenute queste parole: “gli studenti non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere” e l’insegnante tiene sempre bene a mente questo meraviglioso aforisma, così come ricorda sempre che “Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c’è il sole, ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza solo se c’è una luce dentro” (Elisabeth Kübler-Ross). Questo, in effetti, è un buon metodo di approccio quando si conoscono altre persone, e la scuola regala persone meravigliose, la cui luce illumina alcuni passi del cammino e del sapere.

Proprio mentre ricorda come ha applicato alla vita questi insegnamenti e come spera di applicarli sempre in maniera migliore in futuro, la ragazzetta dalla corsa aerodinamica la prende per mano e alcuni dei suoi colleghi, con o senza luce nel cuore, le si avvicinano ridenti. Non è un sogno, sono reali e questo la rende felice.

Foto di Carola68 Die Welt ist bunt…… da Pixabay 

In un solo anno scolastico l’insegnante ha accumulato tanta nostalgia e tanta soddisfazione; non sa bene a che cosa diano vita unite insieme nostalgia e soddisfazione, ma sicuramente costituiscono un senso di pienezza. Proprio in questo umile sentimento è racchiusa la sua gratitudine, che volge a studenti e colleghi, a chi è più in alto e a chi pensa di essere più in basso ma che in realtà è la radice della scuola.
La sua gratitudine va alle figure apparse mentre era a occhi chiusi. Queste corrono via e scompaiono attraverso il giorno, mentre alle altre, quelle carnali, la consapevolezza di averle avute giunge con uno sguardo o una parola sussurrata.
Nell’attesa di corridoi pieni e cassetto dei ricordi da riempire nuovamente, l’insegnante si avvia verso la porta d’ingresso spalancata sul mondo. Emana una luce forte e un profumo di esperienza indescrivibile.

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