Itinerari: colori e profumi della Sicilia

Per il secondo appuntamento con gli itinerari estivi, vi propongo una piccola gita nella Sicilia Occidentale. Ci muoveremo nella zona di San Vito Lo Capo- Macari, in provincia di Trapani.

La guida a cui ci siamo affidati è questa de la Repubblica, edizione 2020.

Il profumo è quello del mare e il colore è l’azzurro.

La mia prima volta in Sicilia fu molti anni fa ad Agrigento, nella Valle dei Templi. C’è, infatti, da dire che la Sicilia offre diversi spunti per le vacanze: da culturale e storica a movimentata e giovanile, fino ad arrivare all’opzione relax, quella a contatto con la natura.

Un famoso slogan dice: Caraibi? No, Sicilia occidentale. Ed ecco perché l’abbiamo scelta.

Vi illustrerò le due cose che ho amato di più: il mare e la buona cucina.

In viaggio

Opzione senza aereo.

Arrivare in Sicilia è meno complicato rispetto alla Sardegna: ci sono traghetti che partono ad ogni ora, il prezzo è quello di un treno.

Il discorso si complica se si vuole arrivare in Sicilia occidentale, poiché c’è un grosso tratto da fare in macchina.

Noi abbiamo scelto questa opzione, avendo un cane di grandi dimensioni che viaggiava con noi.

Ma ne è valsa la pena!

San Vito Lo Capo: periodo e costi

Una bella granita alla mandorla da gustare seduti di fronte al Santuario di San Vito

San Vito Lo Capo è un piccolo paesino siciliano, diventato ormai famoso per le sue spiagge e per il magnifico mare che incanta i turisti, soprattutto d’estate.

Non è molto grande come centro urbano, ma è molto pulito e curato.

Villette a schiera, aiuole e attività commerciali riempiono il centro storico, diviso per zone, dove è impossibile parcheggiare gratuitamente senza permesso. Data l’ampiezza, ci si può tranquillamente spostare a piedi.

Una cura maniacale è data alla raccolta della spazzatura, ovviamente differenziata. Fiore all’occhiello è proprio la pulizia delle strade, delle spiagge e della cura per l’ambiente. Negli ultimi anni, infatti, la Sicilia si sta contraddistinguendo in una serie di iniziative per preservare il proprio patrimonio marino e naturale.

Chapeau!

Trovare un appartamento o un hotel, non è difficile. I costi salgono un po’ per la vita in paese: attenzione alle truffe!

Il periodo ideale è giugno. Giornate più lunghe, caldo meno forte e, soprattutto, minor flusso turistico. Inoltre, c’è la festa patronale dedicata proprio al santo che dà il nome al paese.

Le spiagge e il mare

La spiaggia di San Vito, sabbia bianca e mare cristallino, è presente all’interno della città. Abbastanza piccola, è dotata di ombrelloni in affitto.

La parte però più bella è costituita dalle spiagge presenti all’esterno, guidando da San Vito verso Macari.

Calette selvagge, di sabbia o di sassi, circondate da maestose montagne, terra rossa e acqua marina verde e refrigerante.

La vista sul golfo di Macari è uno spettacolo della natura.

Le calette sono perfette anche per portare il proprio cane al mare

Proprio vicino a questa zona è presente la Riserva dello Zingaro, costituita da 7 piccole spiagge, fino ad arrivare ai faraglioni di Scopello. Si può visitare anche con escursioni in barca facilmente accessibili (sconsigliato a chi soffre il mal di mare!).

La gastronomia

Il piatto tipico di San Vito lo Capo è… il cous cous!

Molte sono state, nella zona, le influenze africane e arabe nel corso dei secoli.

C’è la variante vegetariana, con legumi e verdure, oppure la classica col pesce. Inoltre, ogni ristorante propone poi la propria speciale rivisitazione. Non è difficile mangiare bene a San Vito: le strade sono piene di locande di buona qualità in cui fermarsi. Prezzi medi.

Da provare al ristorante El Rais

Se poi entrate in una gastronomia, panetteria o bar/pasticceria… beh, sicuramente non rimarrete delus*.

La cucina siciliana pullula di bontà: dalla brioscia cu tuppu la mattina, alla granita di mandorle e pistacchi, passando per la cassatina e il cannolo. Il caldo-freddo è un altro dolce tipico, fatto con brioches, liquore, gelato, panna, cioccolato fondente… e chi più ne ha, più ne metta!

La pasta di mandorle e gli agrumi hanno un profumo eccezionale, che è solo di questa magnifica terra.

Anche col salato non si casca male, soprattutto col cibo di strada: panelle, crocchette, arancine… e io mi sono innamorata del pane cunzato.

Se non sai cos’è, ti consiglio di provarlo senza leggere gli ingredienti!

Per quanto riguarda i vini, ottimi i bianchi delle cantine Pellegrino. Magari da accompagnare con un bel piatto di busiate con pesto alla trapanese.

Insomma, si è capito che ho mangiato bene?

Letture

Sugli scrittori e scrittrici siciliani si potrebbe aprire una saga… Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Camilleri. Ma, al giorno d’oggi, a farla da padrona è una donna: Stefania Auci, con la sua saga dei Florio, ha spopolato tra pubblico e critica.

Ambientata proprio in provincia di Trapani, narra le vicende di questa antica famiglia siciliana.

Io, invece, ho scoperto Giuseppina Torregrossa, ginecologa siciliana con una serie di titoli super interessanti. Vi farò sapere…

E tu, sei mai stat* da queste parti? Hai curiosità in particolare al riguardo?

Se vuoi, scrivimelo nei commenti!

Al prossimo itinerario, per la Summer edition di molllichedipagine.

A presto!

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