Donne e scrittura: Elisabetta Dami, la Rowling italiana

Fiore all’occhiello di scrittura (e imprenditoria) femminile, non può mancare un omaggio a lei, l’autrice più originale di questo primo ventennio del XXI secolo: tradotta in 49 lingue, circa 180 milioni di copie vendute nel mondo.

Di chi sto parlando?

di Maria Laura Riccardi

Viene spesso paragonata a J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter, nella sua versione italiana. A me i paragoni non fanno impazzire, se non per dare un’idea molto vaga. Ognuna di queste due autrici è, infatti, un esempio di unicità.

Il nome Elisabetta Dami potrebbe non suggerire nulla, ma se citassi Geronimo Stilton?

Classe 1958, cresce nello stimolante ambiente dell’editoria, guidata da suo padre Piero Dami. Il sogno di Elisabetta è sempre stato quello di fare la scrittrice e, sin da bambina, colleziona esperienze nel mondo culturale.

La svolta arriva alla fine degli anni ’90, con la pubblicazione delle prime storie di Geronimo, topo editore che vive e lavora a Topazia, insieme alla sua famiglia.

In pochi anni, Geronimo Stilton diventa un successo di vendite nei libri per ragazzi e, ad oggi, ha generato un notevole merchandising di giocattoli, oggetti per la cancelleria e gadgets, diventando anche il protagonista di una serie tv a cartoni.

Un’idea geniale che ha portato questa donna a realizzare il suo sogno e ad andare ben oltre le proprie aspettative.

Perché Geronimo Stilton è e continua ad essere un’idea vincente?

  • è un personaggio serio, impegnato nel proprio lavoro, ma simpatico e contemporaneamente sincero (non si atteggia a supereroe, ma coltiva l’umiltà);
  • non rappresenta stereotipi di genere (in lui si riconoscono sia bambini che bambine);
  • è avventuroso, proprio come la sua autrice! Tante delle avventure narrate nei libri sono ispirate a riferimenti autobiografici (per saperne di più visita il sito elisabettadami.com o clicca qui);
  • trasmette profondo amore per la natura e per la cultura, in tutte le sue forme;
  • promuove la diversità come una ricchezza, tra persone e popoli diversi;
  • porta alla riflessione sui buoni sentimenti, con valori legati alla famiglia e all’amicizia;
  • è super divertente, ed integra nella narrazione comicità e momenti ludici;
  • è una serie ben scritta. Tutti i personaggi rappresentano lati caratteriali ben definiti, le descrizioni sono fantasiose e coinvolgenti;
  • e infine, essendo una serie per ragazzi, grande importanza è data alla grafica. Belle illustrazioni, scritte e immagini a colori, insieme alle copertine e all’impaginazione, costituiscono un ottimo prodotto da un punto di vista estetico.

Vi svelo un segreto…

Uno dei magici poteri della letteratura, come quello presente in tutte le forme d’arte, è quello poter stimolare e influenzare il proprio pubblico.

Non si sa mai come una parola, una storia, un’esperienza, scritta al posto giusto, possa suggestionare una persona o, addirittura, cambiarla e guidarla negli anni.

Proprio questo è il caso di Geronimo, che da anni accompagna milioni di bambini e bambine, che vivono in ogni parte del mondo.

Io sono stata una di loro.

Sono nata a metà degli anni ’90 e, da quando ho imparato a leggere, non ho più smesso. Nel 2003 chiesi ai miei genitori di comprarmi il primo libro di Geronimo Stilton (si chiamava Il sorriso di Monna Topisa, ispirato alla Monna Lisa di Leonardo da Vinci) e, da quel momento, ogni mio gruzzoletto o capriccio furono indirizzati ad arricchire la mia collezione di libri giallo formaggio.

Ne conto circa una quarantina e, ogni tanto, li rileggo o ne aggiungo uno nuovo.

Ovviamente negli anni la linea editoriale è cambiata, i temi e le grafiche si sono modernizzate, l’offerta si è ampliata, ma… io resto sempre legata a quel Geronimo degli inizi, che ancora attendeva di diventare una celebrità, e che consideravo mio amico.

Non nego che, se ho perseguito questa strada verso la lettura, la filologia (che rappresenta la conoscenza del linguaggio e del patrimonio librario), la passione per il giornalismo e la scrittura, in parte lo devo a questa donna, capace di inventare storie che si sono innestate nella mia identità.

E, come sono state importanti per me, continuano ad esserlo per qualche giovane lettore o lettrice, che sognerà di essere Geronimo Stilton.

Dedicare la propria vita alla scrittura non è solo una professione, è una scelta di vita. È un amore necessario, che richiede tempo, devozione, costanza, motivazione. Sperimentazione, tentativi e fallimenti. Non è un mestiere immediatamente redditizio ma, col tempo, può portare a realizzare grandi cose, per se stessi e per gli altri. Scrivere continua ad essere un’arma vincente e, se lo si fa per passione, porta alla realizzazione di se stessi. Grazie Elisabetta!

Il disegno in copertina è un bellissimo omaggio dell’artista sanseverese M. Raffaella Matranga.