Versi liberi

Perché oggi non si leggono poesie?

Questa è una domanda che mi sono posta spesso, nel corso degli anni. Devo ammettere che anche io, fino a quando non ho cominciato l’università, ignoravo completamente questo genere letterario e lo relegavo a qualcosa che mi era stato imposto di studiare quando andavo a scuola, a qualcosa di serioso e simile alla noia.

Un giorno, in autobus, ho conosciuto una ragazza che frequentava il mio stesso corso di laurea, ma con cui non avevo mai avuto modo di interagire. Era un grigio sabato autunnale, eravamo andate a lezione solo noi due e, nel tempo di una corsa Urbino-Pesaro, mi ha raccontato di essere una poetessa.

A volte gli eventi che sembrano banali sono rivelatori.

Questa ragazza è diventata, ed è tutt’oggi, una delle mie più care amiche. Quel giorno, inaspettatamente, parlare con lei di poesia mi ha acceso la curiosità di saperne di più. Mentre me ne parlava, le brillavano gli occhi per l’emozione.

Ecco, volendo uscire da una definizione schematica e/o accademica, la poesia è tutto ciò che suscita emozione. La poesia ha lo stesso identico ruolo di ogni forma di arte: far emozionare, far riflettere, passare da un momento soggettivo ad una rappresentazione corale.

Da allora, ho iniziato a leggere poesie e non mi sono più fermata: Sbarbaro, Volponi, Luzi, Neruda, Garcìa Lorca, Emily Dickinson, Nazim Hikmet… e la lista potrebbe andare avanti all’infinito. Molti scrittori e drammaturghi sono passati attraverso la poesia. Come dimenticare i sonetti di William Shakespeare fino ad arrivare alla A Livella di Totò?

La poesia ha origini antichissime, vantando una lunga tradizione fin dai tempi degli antichi Greci e Romani.

Nell’introduzione del mio libro ho scritto:

La poesia rappresenta il privato, l’introspezione, l’analisi personale e comunitaria, la lotta e la vittoria dell’autocoscienza. La più alta espressione di se stessi e del mondo attraverso le parole. La paura, il dolore, la morte, l’amore, il fallimento. Ogni cosa che caratterizza l’ essere umano nel profondo. Porre la propria soggettività non ha mai avuto terreno più fertile di quello poetico. La poesia è tanto personale quanto politica.

Anche tu ti riconosci in quelle persone che pensano che leggere poesie sia noioso o inutile? Non ti preoccupare, accade quando non si conosce bene qualcosa. Se queste poche righe ti hanno suscitato un po’ di curiosità, comincia a leggere poesie. Magari di autori che stimi o su argomenti che ti interessano. E, chissà, potresti appassionarti anche tu e renderti conto che la poesia è un mondo degno di essere esplorato.

Se sei una persona sensibile, leggi poesie. Non ne rimarrai delusa, te lo garantisco.

Vuoi un altro consiglio? Scrivi poesie. Magari poi buttale via o leggile al cane, ma non importa.

Esprimi te stesso e sarai libero.